• Dott.ssa Valentina Bartolomei

IMPULSI IRREFRENABILI: L'IPERSESSUALITA'


La morale comune si è sempre imposta nel definire quanto una persona dovrebbe fare sesso, a conseguenza di ciò l’eccesso di desiderio e di promiscuità è sempre stato additato con parole più o meno dispregiative.

L’interesse della sessuologia per l’ipersessualità è attivo sin dalla fine del XIX secolo ma solo nel XX secolo sono comparse le prime terminologie specifiche. L’eccessiva promiscuità al tempo veniva infatti chiamata ‘ninfomania’ nel caso delle donne e ‘dongiovannismo’ o ‘satiriasi’ nel caso degli uomini.

Il termine ipersessualità racchiude in sé molti tipi di comportamento come ad esempio:

  • promiscuità sessuale

  • masturbazione compulsiva

  • dipendenza da materiale pornografico

  • ipersessualità all’interno di una relazione stabile che genera squilibrio nella coppia per via delle richieste eccessive del partner


Nel DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) i disturbi dell’ipersessualità non hanno mai raggiunto dignità propria ed a partire dalla terza edizione un eventuale diagnosi veniva inserita nella categoria generica ‘Disturbi Sessuali Non Altrimenti Specificati’. Nel 2010 grazie a Kafka è stata proposta l’introduzione di una nuova categoria diagnostica: il Disturbo Ipersessuale. Kafka nella sua proposta afferma che per poter parlare di ipersessualità la persona deve esperire ricorrenti e intensi impulsi, fantasie e comportamenti sessuali per almeno 6 mesi in associazione ad almeno 4 dei seguenti criteri:

  1. viene dedicato tempo eccessivo a questi impulsi/fantasie e/o nella progettazione del comportamento sessuale e nella sua messa in atto;

  2. impegno ripetitivo in fantasie, impulsi e comportamenti sessuali in risposta a stati disforici come ad esempio ansia, noia, depressione o irritabilità;

  3. impegno ripetitivo in fantasie, impulsi e comportamenti sessuali in risposta a eventi stressanti;

  4. ripetuti e falliti tentativi di controllare o ridurre significativamente fantasie, impulsi e comportamenti sessuali;

  5. impegno ripetitivo in comportamenti sessuali senza considerare eventuali rischi.

Attualmente non è presente un'unica ipotesi all'origine di questo disturbo. Il modello della dipendenza considera il disturbo come una forma di autoterapia rispetto a problemi di varia natura come ad esempio disturbi del sonno, ansia, dolore, disturbi famigliari e crisi esistenziali. Secondo il modello della Compulsività Sessuale invece i comportamenti ipersessuali sono finalizzati alla riduzione di uno stato ansioso anziché al soddisfacimento di un desiderio. Un ipotesi alternativa, introdotta proprio da Kafka, suggerisce invece che si tratti, come nel caso della parafilia, di semplici disregolazioni o disinibizioni del desiderio sessuale.

Perché così tanta indecisione e confusione? Un comportamento sessuale smodato porta in sé realtà sessuologiche di diversa natura difficili da riunire in un'unica categoria come ad esempio:

  • un bisogno eccessivo di avere un partner a fianco che fornisca sostegno e sicurezza, unita ad un'alta impulsività, che induce la persona ad approcciarsi all’altro in termini sessuali

  • la tendenza di alcune persone ad utilizzare la sessualità come surrogato dell’affetto

  • problemi di autocontrollo

  • una strategia per evitare di impegnarsi in una relazione stabile. In questi casi la masturbazione compulsiva può ridurre l’ansia e il desiderio di intimità con l’altro

  • un modo di ridurre lo stress.

In conclusione, non è ancora chiaro cosa sia l’ipersessualità e quali siano le cause sottostanti, dietro ad un comportamento sessuale smodato possono celarsi differenti meccanismi e bisogni ed ogni caso va valutato singolarmente in maniera accurata.

Immagine tratta dal web

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