• Dott.ssa Giada Viprati

LE PERSONE INTERSESSUALI


Si stima che ogni anno solo in Italia nascano tra i 100 e 150 bambini intersessuali.

Sono bimbi con caratteristiche sessuali (cromosomi, genitali o struttura ormonale) che non appartengono strettamente alle categorie maschile o femminile o che appartengono a entrambe avendo caratteristiche fisiche che spesso includono genitali ambigui non facilmente differenziabili.

Gli intersessuali sono vittime di pregiudizi culturali fin dalla nascita e soprattutto, ancora oggi, molti di loro devono subire trattamenti chirurgici invasivi e inutili, spesso entro i primi due anni di età.

Possono essere lesbiche, gay, eterosessuali, bisessuali, transgender o transessuali in base alla prospettiva di sesso e dell’identità di genere a cui sono stati assegnati (Lev, 2004). Infatti la transessualità è diversa dall’intersessualità: la condizione di questi bambini è di tipo fisico ed è innata, mentre i transessuali vivono una condizione psicologica.

Per capirci facciamo un piccolo appunto di memoria su identità di genere e sesso biologico.

L’identità di genere è un concetto utilizzato per descrivere il genere in cui una persona si identifica e al quale sente psicologicamente di appartenere.

L’identità di genere non sempre corrisponde al sesso, ovvero alla classificazione anatomica. Riguarda quindi la convinzione, intima , profonda e precoce, di essere uomo o donna (secondo la cultura dicotomica).

Il Sesso Biologico è ciò CHE DETERMINA L’APPARTENENZA AL SESSO MASCHILE, FEMMINILE O INTERSESSUALE e si divide in due:

-Sesso cromosomico: è determinato dalla presenza all’interno della sequenza di DNA di determinati cromosomi identificati come appartenenti al sesso maschile, al sesso femminile (cromosomi XX e XY) o ad una situazione di intersessualità.

-Sesso genitale: presenza di caratteri sessuali primari e secondari identificabili come maschili o femminili.

Le persone intersessuali, avendo genitali ambigui, sono assegnate alla nascita alla categoria maschile o femminile e molte vengono sottoposte ad interventi chirurgici.

I medici, anziché i bambini da grandi, decidono a che sesso apparterrà il nascituro e intervengono fin da piccoli tramite correzioni chirurgiche e farmaci, provocando a volte conseguenze tragiche e devastanti. Quindi sono gli altri, spesso i medici, a decidere “chi” saranno.

L’intersessualità può essere dovuta a vari fattori: una condizione cromosomica o la sindrome di Klinefelter in cui individui maschili hanno un cromosoma x in più (i cosiddetti maschi XXY), oppure all’insensibilità al testosterone o agli estrogeni, o altri ancora.

In Italia la norma prevede ancora di analizzare il corredo genetico dei neonati e poi intervenire chirurgicamente per “correggere” la loro anatomia.

Una prassi per cui il nostro Paese l’11 Settembre del 2016 è stato ammonito dal Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità che condanna le mutilazioni genitali neonatali perché violano l’integrità fisica delle persone e il loro diritto all’autodeterminazione.

Si, avete capito bene, l’ONU ha richiamato l’Italia all’ordine, mettendo in evidenza come la mutilazione dei genitali (che tanto critichiamo alle culture straniere) non possa assolutamente essere effettuata e tutelata solo perché svolta da medici in un ospedale.

Infatti la legge attuale vieta la modifica ormonale e chirurgica ai minori, ma in realtà sono state riscontrate situazioni dove alcuni medici hanno operato, deciso e mutilato contro la legge.

In Germania al contrario, nell’agosto 2018, è stata approvata la legge che riconosce l’intersessualità. La legge tedesca, che permette di mettere sul certificato di nascita una terza opzione rispetto a maschio o femmina, sarà, o almeno si spera, un forte deterrente alle operazioni chirurgiche (invasive e psicologicamente devastanti) che fino ad oggi sono state considerate dai medici una normalissima prassi, di fronte a un neonato con sindrome di Morris, la sindrome da insensibilità agli androgeni (AIS).

Per chi fosse interessato in Italia è partita una campagna di sensibilizzazione sul fenomeno. Un’iniziativa voluta dall’Organizzazione Intersex Internazionale e dall’associazione radicale Certi Diritti, che ha portato alla creazione del portale online Iosonointersex. Un punto di incontro e di conoscenza, perché «con l’aiuto e la consapevolezza di tutti, genitori, medici e istituzioni, è possibile crescere e vivere sani e sereni».

Immagine tratta dal web

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