• Dott.ssa Valentina Bartolomei

MISTERI AL FEMMINILE: IL PUNTO G


Il mese scorso abbiamo pubblicato un articolo sull'eiaculazione femminile (per leggere l’articolo clicca qui), oggi parleremo di un altro mistero femminile: il punto G


Il termine 'punto G' trae origine da Ernest Grafenberg, che nel 1950 descrisse per primo un’area circoscritta dotata di particolare sensibilità erotica posta sulla parete anteriore della vagina e connessa all’uretra. Da allora la ricerca ha dimostrato in differenti occasioni la presenza di una piccola area molto sensibile nella parete vaginale anteriore.

Uno studio del 2008 ha dimostrato una diretta correlazione tra lo spessore della zona fra l’uretra e la parete vaginale e la capacità della donna di provare l’orgasmo. Questa ed altre ricerche hanno fatto si che nel 2014 Jannini e collaboratori sostituissero il termine ‘punto G’ con quello di ‘CUV Complex’ ovvero complesso Clitoro-Uretro-Vaginale in grado di produrre il cosiddetto orgasmo vaginale, parzialmente diverso da quello clitorideo.

Esiste quindi un punto G o una struttura specifica responsabile dell’orgasmo vaginale? In realtà sembrerebbe di no. Una rassegna del 2016 infatti ha concluso che le strutture del muro vaginale anteriore sono effettivamente troppe per poter delimitare un’area circoscritta. Il concetto di punto G in sessuologia è infatti da considerarsi superato. Il sesso è molto di più di una semplice stimolazione meccanica, è fatto di emozioni, sensazione ed amore. Ciò che si prova durante un rapporto infatti è il motore principale per il raggiungimento dell’orgasmo, non c’è stimolazione che tenga.

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